{"id":79,"date":"2019-10-11T10:47:49","date_gmt":"2019-10-11T08:47:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/?page_id=79"},"modified":"2019-11-29T16:13:12","modified_gmt":"2019-11-29T15:13:12","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/la-storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"<p>Agli inizi del secolo XVII, nella zona delle TOPPOLE, ai piedi del Monte FORESTA, in una stupenda zona collinare posta ad occidente di Montecorvino Rovella, stanziava una mandria che si cibava dei ricchi pascoli della zona, favoriti da molta vegetazione spontanea, sotto la attenta sorveglianza di un guardiano al servizio della famiglia Denza della frazione Cornea.In una giornata di sabato del mese di agosto, con il sopraggiungere del tramonto, il guardiano richiudendo ancora una volta le bestie nel recinto,e mentre si accingeva alla rituale conta delle stesse, si accorse, con grande terrore,che mancava una VACCA, la pi\u00f9 bella, la preferita del padrone! Il poveretto, convinto che l\u2019animale, inseguito da qualche lupo, fosse caduto in un dirupo e morto, si abbandon\u00f2 alla pi\u00f9 grande disperazione e cominci\u00f2, piangendo, ad esplorare i dintorni della zona ; visto inutile il tentativo, dopo aver diretto una preghiera alla Madonna posta in una piccola nicchietta illuminata da una lanterna al termine del sentiero di accesso al luogo con grande rassegnazione, si accingeva a trascorrere la notte che si presagiva tremenda ed insonne per la sicura ramanzina e punizione che avrebbe dovuto sopportare l\u2019indomani non appena la notizia fosse pervenuta al padrone della mandria. Ad un tratto, nel silenzio della notte e tra le tante voci degli uccelli notturni, ud\u00ec il muggito di una vacca. \u201cE\u2019 la mia vacca\u201d disse. Si arm\u00f2 di una torcia e si diresse nella direzione del muggito affrontando ispidi rovi, vie scoscese, che gli facevano sanguinare il volto, le mani ed i piedi, con i calzoni e la giacca tremendamente lacerati. Finalmente, nel profondo di una gola, trov\u00f2 la vacca che all\u2019apparenza sembrava in buone condizioni, ma tanta fu la sua meraviglia nel vederla inginocchiata di fronte ad una parete di roccia. Costernato, dopo vari tentativi di mettere in piedi l\u2019animale, chiese l\u2019aiuto divino inginocchiandosi a sua volta e facendosi il segno di croce. All\u2019improvviso la parete di roccia croll\u00f2 senza nemmeno sfiorarlo, una luce intensissima illumin\u00f2 una grotta che si era formata dopo il crollo,e dalla roccia venne fuori un rivolo d\u2019acqua. Il buon mandriano che prima si era protetto gli occhi con la mano, si guard\u00f2 intorno, gli sembrava di essere in paradiso! In alto a sinistra, tra una folta presenza di edera rampicante not\u00f2 un\u2019icona raffigurante la Madonna ! Battendosi le mani sul petto per i suoi peccati, ringrazi\u00f2 la Madonna per l\u2019alto privilegio che gli era toccato e destatosi da quel grande torpore, riport\u00f2 con molta fatica la vacca nel recinto e si mise a correre per raggiungere al pi\u00f9 presto la Piazza di Sant\u2019Eustachio, punto di convergenza delle frazioni Cornea, Ferrari e Molenadi, per annunciare la lieta novella. Appena giunto nella piazza di Sant\u2019Eustachio, dove c\u2019era ancora gente che godeva la frescura serale all\u2019ombra di due giganteschi tigli, cominci\u00f2 a gridare ad alta voce e ad annunziare la sua grande scoperta. In un primo momento non fu creduto, ma poi, vista la sua decisa e pressante insistenza, molta gente scesa anche dalle case, gli fece capannello intorno e dopo averlo ascoltato attentamente, tutti si diedero da fare per diffondere la notizia badando bene di avvertire per primo Mons. Serrano, Vescovo di Acerno, che allora dimorava presso la canonica della Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Il Presule si fece condurre il buon uomo al suo cospetto e, udito il fatto, indoss\u00f2 le sacre vesti e dopo aver ordinato che le campane di tutte le chiese di Montecorvino suonassero a festa, organizz\u00f2 una solenne processione per recarsi sul luogo a prendere la Santa Immagine e trasportarla nella Chiesa di Sant\u2019Eustachio. Vi fu una grande partecipazione di popolo ed una altrettanto grande fiaccolata. L\u2019immagine fu trasportata nella Chiesa di Sant\u2019Eustachio e dopo aver celebrato messa, il Vescovo, data l\u2019ora tarda, invit\u00f2 i fedeli a ritirarsi nelle proprie case, rinviando all\u2019indomani tutti i preparativi per una novena in favore della Madonna. La mattina successiva, di buonora, l\u2019ignaro sacrestano nell\u2019aprire la Chiesa si accorse che l\u2019icona era sparita e grande fu la sua disperazione. Disperazione che si accrebbe quando popolo, sparsasi la notizia, accorse e unitamente al Parroco, incolparono il poveretto di aver fatto scomparire in qualche modo il sacro simbolo. Fu ritenuto urgente avvisare dell\u2019accaduto Mons. Serrano per provvedere ai necessari interventi del caso. Il povero parroco, balbettando, nello scusarsi per l\u2019ora cos\u00ec mattutina, narr\u00f2 al Vescovo l\u2019accaduto e, sorprendentemente, il Vescovo rassicur\u00f2 il parroco che ci\u00f2 che era accaduto non era stato un crimine, ma un prodigio. La Madonna gli era apparsa in sogno e gli aveva annunciato quello che sarebbe accaduto il giorno successivo: l\u2019icona sarebbe ritornata sul luogo del rinvenimento sul monte Foresta ed i fedeli avrebbero trovato nello stesso luogo un manto di neve per quanto la Madonna volesse l\u2019estensione di un tempio a Lei dedicato. Presule, parroco e fedeli, si recarono cos\u00ec sul Monte Foresta e trovarono la neve sul pianoro e l\u2019icona nella grotta. ERA LA TERZA DOMENICA DI AGOSTO DEL 1623. Grande fu la commozione e tra le lacrime molte persone promisero che in breve tempo avrebbero costruito un tempio dedicato alla Madonna secondo i voleri della Vergine. La Chiesa venne costruita in meno di un anno e Mons. Serrano ottenne dal Papa Urbano VIII numerosi privilegi. L\u2019INDULGENZA PLENARIA per i pellegrini che si recano sul Santuario a rendere omaggio alla Madonna nel mese di maggio, oppure per coloro che vi si recano in preghiera la terza domenica di agosto. Il nome originario dato all\u2019icona fu Santa Maria dei Valloni, ma poi, considerato che la Madonna \u00e8 stata sin dall\u2019eternit\u00e0 predestinata ad essere con Ges\u00f9 il principio di tutte le opere divine, ad essere la prima, la Padrona, Regina e Mamma di tutte le creature, avendo dato all\u2019eterno un principio, alla divina eternit\u00e0 un principio temporale, fu chiamata MARIA SS. DELL\u2019ETERNO. La struttura originale del Santuario non era molto diversa da quella che si ricorda sino alla met\u00e0 del secolo scorso. Dietro l\u2019altare maggiore una porta introduceva in una piccola sagrestia ed un\u2019altra porta, in prosieguo, aveva accesso ad un altro ingresso laterale. A sinistra una scaletta conduceva al piano superiore dove erano ubicate le stanzette degli eremiti, di fronte si accedeva in una cucina dove avveniva il frugale pasto di detti eremiti. Esisteva anche una piccola collinetta che dava accesso, dopo un discreto percorso a circolo, ad un piccolo spiazzo sulla cima ove esisteva una grande croce in ferro. Nel 1875, Luigi Grimaldi di Nola, offr\u00ec l\u2019edicola una volta ubicata nel timpano della vecchia struttura, dal 1951 al 1956 ebbero inizio numerosi lavori di restauro ad opera di Pasquale e Raffaele Mazzarella che offrirono materiale edile per l\u2019importo di un milione e grazie anche alle offerte che pervenivano dagli USA tramite una nostra concittadina , Angelina Immediata, alla quale, per riconoscenza, venne dedicata la nascente piazzetta dell\u2019epoca dopo il ridimensionamento della collinetta sopra citata. Dagli anni settanta, ad opera dello zelante e dinamicissimo Padre Alfonso De Simone e con l\u2019aiuto di diversi fedeli del settore, l\u2019intero Santuario fu completamente ristrutturata ed ampliato. La collina fu interamente spianata per fare spazio ad una grande piazza destinata all\u2019accoglienza dei pellegrini. Fu aperto un nuovo ingresso sul lato destro, la casetta degli eremiti abbattuta per ampliare l\u2019abside e trasferita in un\u2019altra sede costruita sul lato sinistro del Santuario, pi\u00f9 confortevole e pi\u00f9 moderna. Non possono sfuggire agli attenti sguardi del pellegrino i giochi di luce delle bellissime vetrate che contornano l\u2019interno. Dette vetrate sono state offerte da numerosi fedeli locali e dei paesi viciniori ( Olevano, Battipaglia, Eboli ed emigrati nelle Americhe). Nella Chiesa dell\u2019Annunziata a Giffoni Valle Piana esiste un altare dedicata alla Madonna dell\u2019Eterno, a devozione di Gerardo Andria e dei suoi familiari il 30.8.1883. Il nuovo ingresso \u00e8 stato abbellito da un\u2019edicola offerta da Giuseppe Provenza e da due stupendi angeli posti a lato. Il Santuario, sede giubilare nel 2000, \u00e8 meta di continui pellegrinaggi specialmente nei mesi di maggio e di agosto, nonch\u00e9 luogo di visita per numerose comitive scolastiche in visita all\u2019Osservatorio Astronomico.<br \/>\nNUNZIO DI RIENZO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli inizi del secolo XVII, nella zona delle TOPPOLE, ai piedi del Monte FORESTA, in una stupenda zona collinare posta ad occidente di Montecorvino Rovella, stanziava una mandria che si cibava dei ricchi pascoli della zona, favoriti da molta vegetazione spontanea, sotto la attenta sorveglianza di un guardiano al servizio della famiglia Denza della frazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/79"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/79\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":193,"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/79\/revisions\/193"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.madonnadelleterno.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}